Solitamente non parlo di me, resto nel mio angolino nel verde, divisa fra casa e lavoro per quanto la schiena mi lasci fare.
Ma stavolta ho pensato che potesse essere utile per molte, magari si riconoscono in questo aspetto. Spero che vi faccia piacere conoscermi piu a fondo e, almeno in parte sentirvi meno sole.
Ci sono mattine che iniziano con un peso sul petto che non ti lascia respirare. Ore che passano tra addii che tolgono il fiato e quel silenzio della casa che, a volte, fa più male dei litigi. Tornare tra queste mura, quando i pezzi del tuo cuore sono lontani, è difficile: le distrazioni familiari sembrano muri insormontabili e la solitudine morde.
Eppure, in questa giornata che sembrava voler solo fare a pezzi i nervi, ho trovato la mia ancora.
Non sono scappata in studio. Mi sono rifugiata qui, nel posto più sicuro che ho: a letto, sotto le coperte, con il mio iPad acceso. Mentre fuori il mondo continuava a girare, tra i messaggi di un marito che scrive dall’altra parte di un telefono e le ombre di una giornata infinita, io mi sono chiusa nel mio guscio di luce. La creatività, per me, non è mai stata solo “fare cose belle”: è una cura. È il modo in cui trasformo quel groviglio di nervi nello stomaco in qualcosa di pulito, di dolce, di magico.
Ho passato ore a lottare con il codice, con i plugin che non volevano parlare tra loro, con i backup e gli abbonamenti. Perché? Perché costruire questo nuovo Club dei Files proprio da qui, distesa e al buio, è il mio modo di riprendermi il controllo. In un mondo che decide per te, qui decido io. Qui, tra gli unicorni pastello che ho disegnato oggi e le stelline che brillano sul monitor, il dolore si trasforma in valore.
Guardo la nanetta che dorme serena accanto a me e capisco che tutto questo sforzo, questa “tirata” fino a notte fonda, ha un senso profondo. Quel pigiamino con gli unicorni non è solo tessuto: è il simbolo di una promessa. La promessa che, nonostante tutto, noi restiamo Creativi Sotto le Stelle.
Nel mio studio ho una cornice che tengo sempre d’occhio, una specie di bussola per i giorni di tempesta. Dice: “C’è sempre una luce dietro ad ogni ombra”. Ed è proprio così. A volte l’ombra sembra mangiarsi tutto, sembra troppo densa per lasciar passare uno spiraglio. Ma è proprio lì, nel punto più buio, che dobbiamo avere il coraggio di accendere la nostra luce.
Il dolore può essere un peso che ti schiaccia, oppure può diventare il carburante per tirare fuori qualcosa di immensamente bello. Io ho scelto la seconda via. Ho scelto di trasformare le mie ombre in unicorni e i miei silenzi in nuovi progetti. Perché la bellezza che nasce dalla fatica ha un sapore diverso: è più resistente, più vera.
Non fermatevi mai quando fuori sembra buio. Cercate la vostra luce, fosse anche solo il riflesso di un iPad sotto le coperte. Perché dietro ogni ombra c’è sempre un nuovo mattino che aspetta di essere disegnato.
Ho ancora tre giorni di “ritiro” forzato per finire di sistemare ogni ingranaggio di questo sito. Saranno tre giorni di lavoro duro, ma anche di silenzio necessario. Perché questo non è solo un abbonamento: è il mio spazio sicuro, ed è quasi pronto per diventare anche il vostro.
Grazie per esserci, Stelline.
Restate con me, perché il meglio deve ancora venire.

